Venerdì 13  febbraio è stata una giornata memorabile per il circolo Uaar di Torino, abbiamo invitato Carlo Alberto Redi, professore ordinario di Zoologia presso l'università di Pavia, professore a contratto presso l'Istituto Universitario di Studi Superiori e Accademico dei Lincei, che ci ha dato la possibilità di organizzare un doppio incontro su come, nel nostro secolo, le scienze della vita (Biologia) abbiano attuato un passaggio epocale di paradigmi concettuali.

Al mattino al liceo scientifico Einstein più di cento allievi e numerosi ospiti esterni hanno assistito per due ore ad una lezione condotta con rara maestria comunicativa che ha destato grandissimo interesse ed anche divertimento, e si è conclusa con i ringraziamenti degli alunni, dei docenti presenti, in primis l’insegnate di religione, e l’impegno a continuare questa collaborazione anche in futuro; un ringraziamento particolare va dato al preside Marco Chiauzza che tanto ha fatto perché tutto ciò si potesse realizzare.

Al pomeriggio alla libreria laTorrediAbele Carlo Alberto Redi ha replicato, più in breve, l’incontro mattutino per tutti coloro, numerosissimi, che non hanno potuto essere presenti al liceo e si è ripetuto il successo di appassionato interesse per le parole del professore.

Ringraziamo ancora Carlo Alberto Redi per la disponibilità, la capacità comunicativa e la passione con cui ci ha condotto in questo breve viaggio nel mondo della scienza e speriamo di incontrarlo prossimamente per continuare il cammino iniziato in questi giorni.

 

Qui il video dell'intervento al liceo

Qui il video dell'intervento in libreria

 

Sabato 24 gennaio 2015 si è tenuta alla biblioteca laTorrediAbele la presentazione del libro di Cesare Bianco "Il papa santo e assassino". 

Il libro riunisce quattro racconti storici ambientati nel Cinquecento italiano basati su processi inquisitoriali: i racconti "L'eretico Giovanni Maria Maranello" e "Pietro Antonio da Cervia eretico relapso" prendono spunto dalle vicende della comunità modenese dei "fratelli", nel suo periodo di vita, nel vivo della repressione inquisitoriale. Nel racconto che dà il titolo all'opera, il protagonista è papa Pio V che con il suo cruento controriformismo non risparmierà nessuno, neppure gli uomini di Chiesa. L'ultimo racconto "Chiara la strega di Campogalliano" fornisce, invece, uno spunto per quanto riguarda la "caccia alle streghe", condotta con eguale ferocia e tenacia di quella degli eretici.

La presentazione è stata condotta da Giuseppe Arlotta e Vincenzo Pasqualetto ha letto alcuni brani del libro.

 

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Venerdì 3 ottobre, alla libreria La Torre di Abele, il circolo Uaar di Torino ha organizzato un incontro dal tema “Fare figli, con chi? La multi-genitorialità come norma“ con la presenza di Francesco Remotti (Antropologo culturale dell’Università degli Studi di Torino), Patrizia Forlini (Assistente Sociale dell’equipe adozioni e affidi del comune di Parma) e Silvia Casassa (FAMIGLIE ARCOBALENO Associazione Genitori Omosessuali e coordinamento Torino Pride LGBT). Il tema di scottante attualità è stato declinato, dai relatori, in base alle rispettive competenze; si è pertanto passati da una interessantissima analisi antropologica con riferimenti a culture molto distanti dalla nostra del professor Remotti, per arrivare alla situazione italiana ed ai casi concreti analizzati da Patrizia forlini e Silvia Casassa. Le varie argomentazioni hanno destato grande interesse nel pubblico che ha contribuito con una nutrita serie di domande a concludere una serata densa di stimoli e riflessioni. Di seguito un resoconto di Andrea Ferraris referente Uaar per la provincia di Biella:
"Per primo ha parlato Franco Remotti che ha presentato studi antropologici dell'ultimo secolo dai quali emerge chiaramente che il modello di genitorialità e la costruzione di un figlio ("fare un figlio") durante i molti anni dell'infanzia del bambino presso tante altre società diverse dalla nostra, caratterizzata (almeno una volta) dalla famiglia mononucleare, sono multi-genitoriali ed eterogenei e portano alla formazione di individui ben fatti e adatti tramite contesti di allevamento e istruzione molto diversi da quelli della nostre società. In particolare ha citato un proverbio africano che dice che per fare un bambino bastano due genitori, ma per fare una persona ci vuole un villaggio. Poi ha parlato Patrizia Forlini illustrando i criteri impiegati nel suo lavoro e come sia un punto fondamentale nella costruzione dell'identità e del benessere psicologico del bambino dato in affido o adottato e una domanda che spontaneamente viene anche da lui, ricostruire il proprio percorso e origini fra le diverse figure genitoriali che si sono succedute nella sua vita a partire dai genitori biologici, nonostante le situazioni di disagio anche emotivo e interpersonale che hanno generato questa storia. Infine ha parlato Silvia Casassa evidenziando come, anche se la sentenza di Roma di luglio di adozione da parte di due genitori omosessuali, pur stabilendo un precedente e un punto di partenza, comunque sanciva anche una patente discriminazione e disparità di trattamento fra genitori "normali" e altri genitori, dato che i primi non sono costretti a sottoporsi e passare la trafila dell'adozione dimostrando di essere genitori adatti, mentre i secondi in questo caso, pur avendo pianificato e voluto la maternità in modo consapevole (nella fattispecie una coppia di donne, compagne già da anni, di cui una si è sottoposta all'estero a procreazione assistita), per vedersela riconoscere ha dovuto seguire l'iter dell'adozione. Questa è una sintesi molto succinta e parziale, ma che spero possa dare un'idea più chiara dell'argomento e di quanto possa interessare (secondo me, molto). Sentendo l'ultimo intervento di Silvia Casassa, m'è venuto in mente che forse potrebbe essere interessante anche sentire un esperto/a di diritto di famiglia, dato che, come mi sembra essere la questione, almeno da un punto di vista formale, la soluzione del problema giuridico potrebbe essere banale, senza contemplare casi particolari, ma anzi generalizzando e sostituendo "persona" a "uomo" e "donna" nelle norme in cui si parla di matrimonio o di altri tipi di unioni e/o affidamenti e adozioni."

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Bellissima e intensa serata quella dell’appuntamento con il diavolo, o meglio, i diavoli che si tenuta martedì 11 novembre alla biblioteca laTorrediAbele!
Ottimi i relatori Michela Molinari e Franco Pezzini che hanno interessato il vasto uditorio con argomentazioni storiche e scientifiche interessanti e stimolanti. Il diavolo ci ha messo la coda e finalmente abbiamo avuto un prologo sulla stampa, precisamente su Torino Sette che così ha scritto “Può sembrare strano che a discutere di esorcismi siano gli atei: forse per loro il demonio non dovrebbe esistere. Eppure, spiegano dal coordinamento torinese dell’Uaar, ci sono nel mondo segni tangibili che non si possono ignorare: malesseri, possessioni e poi le culture popolari, influenzate dall’insegnamento delle religioni. Così, anche per chi sia lontano dal divino (e dall’idea del maligno) vale la pena di ragionarci, e chiedersi piuttosto se abbia ancora senso parlare di diavolo oggi… La conferenza s’intitola «Per tutti i diavoli che ho nella testa» e sono invitati anche i credenti: per sentire voci nuove con un taglio storico e scientifico…”

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Sabato 27 settembre 2014 si è tenuto a Castelnuovo Don Bosco un incontro dal titolo "Il diritto violato, quanto possono decidere le donne oggi del proprio corpo?". Hanno partecipato Liana Moca Responsabile Nazionale UAAR per la legge 194 e Anna Sburlati di “Se Non Ora Quando?” con un'introduzione di Flaviana Rizzi Responsabile Nazionale UAAR AMNC. Si è parlato principalmente di legge 194 e del problema dell'obiezione di coscienza declinata in tutti gli ambiti che ruotano intorno all'interruzione volontaria di gravidanza, rimarcando quanto ancora il nostro paese sia lontano dagli obiettivi di libertà di scelta ed uguaglianza nel confronto con altri paesi europei. Al termine è stato proiettato il film "Philomena" di Stephen Frears vincitore del premio Brian al festival del cinema di Venezia 2013.