Franco GARELLI
Religione all’italiana
L’anima del Paese messa a nudo
Il Mulino, Bologna, 2011 pp. 253, € 1700

Il volume riporta i risultati di un’ampia indagine sociologica, condotta dall’Istituto Demoscopico Eurisko di Milano, nel 2007, per conto della Apsor (Associazione piemontese di sociologia delle religioni), coordinata e diretta da Franco Garelli. L’indagine si è svolta mediante un questionario, inviato ad un campione di 3160 persone, scelte in modo da rappresentare un campione significativo della società italiana, sulla base dei dati ISTAT del 2007. Scopo dell’indagine era di indagare la religiosità italiana, ossia come la società italiana (inclusa in essa anche una quota parte di immigrati) viva lapropria fede (o non-fede, nel caso degli atei e degli agnostici). Il volume descrive quindi diversi aspetti della questione: dalla fede propriamente detta, alla partecipazione alla vita religiosa e alle altre attività parrocchiali; dalla stabilità nella fede, a come viene vista la Chiesa Cattolica intesa come istituzione più o meno degna di fiducia; dalla spiritualità vissuta ai temi della laicità, quali l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici, l’ora di religione, le scuole cattoliche; dall’impegno in politica dei cattolici al pluralismo religioso. Il volume è arricchito da un’appendice metodologica, che espone i criteri seguiti nella selezione del campione statistico, nell’esecuzione del survey tramite questionario, e nell’elaborazione dei dati; questa appendice è molto interessante, anche perché in opere consimili queste informazioni tecniche e metodologiche vengono fornite molto raramente. Qui, invece, p. es., a pag. 239 si riporta il confronto tra i dati ISTAT 2007 relativi alla società italiana, ela composizione del campione stesso, per quanto riguarda i parametri significativi (% di maschi e femmine, localizzazione geografica, popolosità del comune di residenza, livello di istruzione), da cui si evince la sostanziale rappresentatività del campione rispetto alla popolazione (e quindi la validità scientifica dei risultati). Purtroppo non è riportato anche il testo del questionario, cosa che sarebbe riuscita utile ed interessante, sia per rendersi conto delle domande effettivamente poste agli intervistati, sia per il lettore, che avrebbe potuto provare a rispondere e quindi confrontare le proprie risposte con quelle del campione. Il capitolo VI, sulla via italiana alla laicità, è particolarmente importante per noi dell’UAAR, poiché contiene delle statistiche direttamente afferenti a temi molto importanti per la nostra associazione. Si vede, p. es., che il 76,1% degli intervistati (e quindi, per inferenza statistica, degli italiani), ritiene giusto esporre il crocefisso nei luoghi pubblici, mentre l’11,5% è contrario e il 12,4% non si esprime; oppure, che il 57,1% è favorevole all’8/1000 alla Chiesa Cattolica oalle altre confessioni religiose, mentre il 36% è contrario e il 6,9 % non sa. Per contro, se si parla di esenzione dell’ICI per gli edifici gestiti dalla CC o da altre confessioni religiose, il 54,8% è contrario, mentre il 12,3% è favorevole in assoluto, e il 32,9% è favorevole solo per gli edifici a finalità religiosa. Ancora: circa l’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica, il 43,5% è favorevole a lasciarla così com’è, mentre solo il 4,9% vorrebbe eliminarlo o sostituirlo con un’altra materia. Altri temi trattati in questo capitolo riguardano l’intervento della Chiesa nel referendum del 2005 sulla procreazione assistita, alcune particolari norme quale, p. es. , quella che vieta alle persone omosessuali di prendere i voti, l’aborto, ed in genere i rapporti tra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica. In sostanza, si può concludere dicendo che si tratta di un’opera di grande importanza per chiunque si interessi ai vari aspetti della religiosità nel nostro Paese; per noi dell’UAAR, poi, essa rappresenta uno strumento di lavoro,poiché fornisce una fotografia, condotta con metodologia scientifica, e dunque sicuramente molto fedele, della società italiana nei suoi rapporti con la religione (intesa sia come fede personale sia come istituzione).

Guido Bertolino