Patricia S. Churchland
Neurobiologia della morale
Editore Cortina 2012  
Pagine 327



Un famoso dialogo tra il saggio Socrate e il sacerdote Eutifrone riguardava l’eterno dilemma della morale: qualcosa è giusta perchè gli dei affermano che sia giusta, oppure gli dei affermano che qualcosa sia giusta perchè di fatto è giusta? Da secoli, filosofia e teologia tentano di sciogliere questo nodo e risolvere il dilemma. Senza riuscirci, tra l’altro, in quanto nessuna delle due opzioni porta a soluzione soddisfacente: nel primo caso, ci potrebbe essere (e c’è stato) un dio che prescrive qualcosa di contradditorio o addirittura ripugnante; nel secondo caso, l’esistenza di un tale dio sarebbe del tutto superflua. Dal punto di vista della morale, quindi, questo dio potrebbe solamente scegliere tra illogicità o inutilità. Un paradosso, insomma.

Per eliminare il paradosso, teologia e filosofia hanno allora pensato di modificare il secondo corno del dilemma contrapponendo, rispettivamente, ad una morale divina una definizione nichilista della morale: se non esiste alcun dio che ci faccia dono di una morale, allora significa che la morale è una illusione. Dio è morto, diceva Nieztsche, ed ogni legge morale con lui.

Esiste però qualcuno che afferma che questo dilemma non sia affatto tale, ma un falso dilemma: la morale non è nè metafisico-teologica, nè illusoria. La morale non è irreale, ma reale; non è metafisica ma fisica, e, come tale, conseguentemente, può essere studiata dalla scienza. Ed infatti, nel libro la Churchland racconta con dovizia di dettagli come la morale, o, perlomeno, le basi della morale, siano comuni a molti animali superiori, specialmente mammiferi, e uomo compreso. Queste basi sono neurologiche, e possono quindi essere analizzate con esperimenti e descritte con la biochimica. La fiducia e la cooperazione nei mammiferi sono influenzate da ormoni come l’ossitocina e la vasopressina, e derivano da un ampliamento di comportamenti dalla sfera coniugale a quella sociale. Nella sfera allargata del sociale, poi, fiducia e cooperazione, come empatia ed altri importanti concetti, si evolvono come regole morali non scritte.

Un libro piuttosto rivoluzionario, insomma, che però, a pensarci bene, non dovrebbe stupire più di tanto: fornisce una spiegazione perfettamente naturale ad un fenomeno che, come tanti altri, ha sempre trovato -ed ancora oggi trova- assurde spiegazioni soprannaturali.



Giorgio Pozzo