Antonietta ci ha lasciato. Difficile per me parlare di lei adesso, difficile pensare che non potremo più scambiarci due chiacchiere, o meglio, le nostre idee e le ultime notizie. Antonietta partecipava a quanto le raccontavo con attenzione e con osservazioni positive che guardavano al futuro in modo costruttivo senza illusioni ma anche con determinazione riguardo alle possibili direzioni da intraprendere.

L’ho conosciuta via e-mail quando coordinavo il circolo UAAR di Torino.

Dopo essersi iscritta all’UAAR cominciò a dare i suoi contributi nella nostra mailing-list uaarpiemonte, contributi determinanti per la realizzazione di testi di denuncia in difesa della Laicità dello Stato. Ci siamo poi incontrate successivamente, lei proveniente da Verbania, per partecipare ad alcuni dei Convegni organizzati dalla Consulta torinese per La Laicità delle Istituzioni ed in altre occasioni, relative ad iniziative del nostro circolo torinese e dell’UAAR nazionale, lei referente del Verbano Cusio Ossola.

Ricordo, tra gli altri, il suo bell’intervento a Vialfrè, in provincia di Torino, durante un incontro scout interregionale del C.N.G.E.I (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani) al quale eravamo stati invitati come UAAR, circolo di Torino, perché portassimo la nostra voce di non credenti a confronto con alcuni esponenti delle varie fedi religiose.

Un impegno sempre molto determinato e coraggioso il suo dove portava se stessa come risoluta testimone delle proprie idee laiciste.

Quest’ultima sua risoluzione riguardo al fine vita è stata certo in coerenza con il suo stile, privo di compromessi, ma da leggere anche, a mio parere, come un atto d’accusa verso l’arretratezza della legislazione italiana riguardo a questi temi.

Antonietta ha preferito andarsene in solitudine piuttosto che seguire un iter lungo e doloroso ma, penso che avrebbe probabilmente scelto una soluzione diversa se ci fossero state le condizioni per un congedo più sereno e programmato in compagnia di chi le voleva bene. Ciao Antonietta!

 

Anna Maria Pozzi

Di seguito pubblichiamo la lettera che il referente Uaar di Biella, Andrea Ferraris, ha inviato al comune di Biella circa la delibera dello stesso sui fondi da elargire agli oratori.

È morto improvvisamente il professor Aldo Fasolo, Docente di Biologia animale e dell’uomo dell’Università di Torino.

Biologo e ricercatore stimato nell’ambiente scientifico sia in Italia sia all’estero. Le sue ricerche di neurobiologia hanno contribuito alla comprensione del funzionamento del cervello in relazione alla sua plasticità che non si basa, diceva, solo sulla genetica ma anche sui cambiamenti molecolari derivanti dalle condizioni ambientali e dal processo di selezione che il nostro corpo fa adattandosi alle situazioni che si presentano di volta in volta.

Contattato dal nostro circolo di Torino per alcuni dei nostri Darwin Day Uaar come relatore ha prontamente risposto e partecipato esponendo i suoi argomenti con vivacità e chiarezza, rapportandosi con gli altri relatori invitati con dinamismo ed anche, a volte, con ironia così da rendere le sue esposizioni interessanti e mai monotone.

Il suo atteggiamento laico riguardo alla ricerca scientifica è stato ulteriormente avvalorato dall’adesione al Nuovo Manifesto di Bioetica Laica che ha sottoscritto insieme ad altri illustri scienziati e ricercatori nel corso del Convegno organizzato dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni il 25 novembre 2007.

Un grazie di cuore per il notevole contributo offerto al nostro Circolo Uaar di Torino.

Anna Maria Pozzi

Il documento della presidenza del Consiglio dei Ministri - dipartimento pari opportunità e dell'Unar sulla strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Qui il documento in pdf scaricabile

Oggi è giovedì, e, se guardo dalla finestra, vedo che Aldo, il mio vicino di casa, esce con l’ombrello. È da tempo che lo tengo d’occhio: aspetto che faccia una mossa falsa. Ho già notato che da tre giovedì di fila esce con l’ombrello, e mi viene naturale pensare che ogni giovedì esca con l’ombrello. Decido di verificare nei giovedì successivi. Appostato alla finestra per trentotto giovedì di fila, noto che Aldo è sempre uscito con l’ombrello. Bene. Sorprendentemente, però, al trentanovesimo giovedì, vedo che esce senza ombrello. La cosa, devo confessare, mi scombussola un pochino, in quanto sono costretto a considerare l’amara possibilità di essermi sbagliato. Decido di parlarne con mio nipote. Credo che mio nipote abbia una laurea, ma non ricordo quale... comunque sia, pur essendo lui un pignolo indefesso con scarsissime attitudini comunicative (si tratta di un orso, insomma), devo valutare la tanto fastidiosa quanto scomoda eventualità che sia più furbo di me. Ecco allora che lui, non senza ombra di sussiego, mi suggerisce che, forse, Aldo esce con l’ombrello quando piove.