Di seguito pubblichiamo la lettera che il referente Uaar di Biella, Andrea Ferraris, ha inviato al comune di Biella circa la delibera dello stesso sui fondi da elargire agli oratori.

Buongiorno,

sul sito di NewsBiella e` comparso ieri (martedi` 2/12/14)) un articolo dal titolo "Rinnovato fino al 2016 l'accordo tra comune e oratori" - http://www.newsbiella.it/.../rinnovato-fino-al-2016...)

Mi chiedo e vi chiedo (sindaco, assessore competente, direttore della testata NewsBiella) quali siano stati i criteri legali, economici e amministrativi rispetto ai quali tali stanziamenti risultino giustificabili e giustificati, dati i rilievi che sto per fare, ma che dovrebbero essere stati evidenti all'atto di questa decisione (motivi per cui lo scrivente non esclude un ricorso alla giustizia amministrativa e alla corte dei conti).

"La somma viene girata alla Diocesi di Biella che poi la distribuisce alle singole parrocchie"

Da sola questa affermazione pare mettere in dubbio tutti i criteri di buona amministrazione che dovrebbero essere osservati da un ente pubblico:

Cioè, si stanziano senza controllo e garanzia soldi pubblici alla Diocesi, organizzazione non democratica che non pubblica bilanci, che se vuole se li tiene, altrimenti se vuole li dà alle parrocchie (altri enti non democratici che non pubblicano bilanci). Magari anche a quelle che non organizzano attività per ragazzi. Le parrocchie che poi organizzano attività per ragazzi e che ricevono soldi dalla Diocesi, magari non usano quei soldi per le attività per i ragazzi, ma per fini completamente estranei.

Qualora tali somme fossero impiegate invece in modo "virtuoso" (per i fini per cui vengono erogati), cosa di cui non sembra esserci nessuna garanzia formale o legale o posibile controllo, che cosa garantisce che non avvengano discriminazioni cattoliciste (e contrarie a principi costituzionalmente sanciti, in particolare di genere e orientamento sessuale) nell'uso di quei fondi?

Infine se non ci sono strutture pubbliche o quelle che ci sono risultano insufficienti all'erogazione di tali servizi, perché dare i pochi soldi pubblici disponibili a una organizzazione religiosa miliardaria? (vedi http://icostidellachiesa.it/ ). Se ci sono ancora questi soldi da spendere perche' non si possono finanziare polisportive, associazioni senza scopo di lucro, cooperative che offrano servizi di "centro giovanile". Tutte organizzazioni con codice fiscale / partita iva, che fanno le loro dichiarazioni dei redditi, che hanno una organizzazione democratica.

Come dovrebbe risultare evidente, le diocesi e le parrocchie non sono associazioni democratiche perche':

1) Le donne al loro interno non possono avere ruoli decisionali e di massima responsabilità (discriminazione di genere).

2) Nel Catechismo descrivono le relazioni omosessuali come "oggettivamente disordinate", "in nessun caso da approvare", ecc. (discriminazione di orientamento sessuale)

3) Come tutti i contesti in cui ci sono minori, c'è un maggiore rischio di presenza di pedofili. Come tali strutture abbiano affrontato il problema della pedofilia è noto, si è pronunciata anche l'Onu. Ma anche volendo sorvolare sui dubbi trascorsi, ricordiamoci che esiste la legge "salvapreti", di derivazione concordataria:

http://www.uaar.it/.../ddl-intercettazioni-norma.../

4) Infine hanno edifici, attività, personale finanziati (e tanto) con denaro pubblico. 8x1000, oneri di urbanizzazione all'edilizia di culto, esenzioni fiscali, ecc.

Come e perche' è pensabile di concedere loro ulteriori finanziamenti pubblici?

Ringraziando per l'attenzione, in attesa di riscontro, porgo i migliori saluti,

 

Andrea Ferraris

Referente UAAR Biella