Il circolo Uaar di Torino esce dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni

In un momento storico in cui la laicità è attaccata su più fronti, politico, sociale, istituzionale, la querelle sorta all’interno della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni è quantomeno sconcertante. Tutto nasce da un contenzioso fra il Presidente e il Revisore dei conti, conflitto che si dipana nell’arco di alcuni mesi fino ad arrivare alla convocazione dell’assemblea ove il presidente chiede la revoca del revisore; fin qui tutto normale il revisore non si oppone però chiede di esporre il proprio punto di vista. A termini di regolamento il revisore può parlare solo su richiesta dell’assemblea e al di fuori da essa, però tutto ciò non sta bene al presidente che ordina al revisore di non presentarsi e minaccia la presenza della forza pubblica per impedire questa evenienza; e così è, all’ingresso della sede, la sera dell’assemblea, troviamo due funzionari della Digos che insieme al presidente e al segretario della Consulta accolgono i partecipanti. Si può facilmente immaginare il clima della serata che è degenerato definitivamente quando il presidente ha iniziato ad insultare pesantemente e volgarmente chi chiedeva di ascoltare il revisore e poi passare al voto. L’assemblea è stata sospesa, nel frattempo tutti gli organismi direttivi si sono dimessi, e riconvocata un mese dopo dove è stato eletto un nuovo presidente ed un direttivo minimo per gestire il presente e portare ad una rifondazione o scioglimento la Consulta, però c’è un però il segretario, o tesoriere che dir si voglia, è sempre il medesimo quindi "Tutto cambia affinché nulla cambi”. In questa vicenda squallida dove la laicità e la democrazia sono state gettate nel cestino della carta straccia noi dell’Uaar siamo stati doppiamente penalizzati perché avendo la sede nei locali della Consulta e dovendo, per obblighi ministeriali (in quanto APS), essere aperti al pubblico per due ore settimanali, ci siamo visti negare l’ingresso, senza giustificazioni plausibili, nonostante abbiamo un regolare contratto registrato e pagato il contributo spese pattuito fino a dicembre 2015. Considerando che il presidente della Consulta è anche un socio Uaar, che la laicità per cui ci si batte è insultata proprio da chi dice di esserne un portavoce, che il confronto democratico è morto e sepolto, si può facilmente intuire che il nostro percorso insieme alla Consulta termina qui con la speranza, se non certezza, che queste istanze vengano riprese con altre associazioni e si inizi un nuovo cammino di confronto e lotta per esse.

Daniele Degiorgis 
coordinatore circolo Uaar di Torino