Fra le tante idee che si trovano pascolando nella rete ci sono anche quelle esposte da un medico americano, Robert P. Lanza, il quale pare godere di ottima stima in campo professionale (cellule staminali) e che però, lanciandosi in elucubrazioni di tipo metafisico e di stile giornalistico-predicatorio, ovviamente all’americana, si professa sostenitore del biocentrismo.
Il Lanza ha ben chiaro come procede la scienza, quando costruisce le teorie come invarianti delle nostre capacità d’azione sviluppate per via filogenetica o scientifica, secondo la spiegazione dei  costruttivisti (v. O. Diettrich), e applica il metodo a partire dai concetti di spazio e di tempo – Kant sarà contento – e appoggiandosi agli esperimenti di fisica quantistica, che dimostrano che l’osservazione conscia, la coscienza, è necessariamente coinvolta nei risultati degli esperimenti. Vien poi chiamato in aiuto da lui il principio antropico, interpretato nel senso che, se esistiamo, è perché nelle equazioni con cui descriviamo l’universo ci sono duecento parametri che sono definiti con estrema precisione, per trarne la conclusione che l’universo sarebbe stato creato dalla vita, non viceversa.

Nella filosofia della seconda metà del ‘900, sotto l’impulso degli sviluppi tecnici e scientifici, si sono sviluppati alcuni filoni di ricerca che le mode più recenti sembrano trascurare, ma che certamente saranno ripresi con vigore per l’importanza che hanno non solo nella sistematizzazione della scienza ma anche per una soddisfacente visione generale del mondo.
In particolare, nella secolarizzazione della cultura, che ha liberato e ampliato le curiosità intellettuali, s’è diffusa la conoscenza dell’evoluzionismo, della genetica e degli strumenti che così si offrono, mentre la fisica contemporanea con la teoria della relatività e la meccanica quantistica ha dovuto riconsiderare le certezze della fisica classica, riducendone il campo d’applicazione e affiancandole nuove teorie. A questa situazione si fa fronte con la visione non realistica che trova espressione nell’epistemologia evoluzionistica costruttivista (EEC). Olaf Diettrich, fisico filosofo epistemologo, ha gli strumenti culturali per inserirsi nel filone sopra delineato e per svilupparlo con importanti contributi. Egli, considerando il parallelismo fra l’evoluzione organica e quella cognitiva delle specie, da anni sostiene e sviluppa l’EEC, la metateoria che interpreta costruttivisticamente le teorie tecniche e scientifiche: secondo questa visione, ogni linguaggio (la lingua corrente, la matematica, la scienza) rende conto degli strumenti in cui si articola il lavoro della mente (singola o collettiva), a partire dalle percezioni sensoriali e arrivando alle teorie, senza descrivere presunte specificità degli oggetti che tratta, insomma non accettando di riconoscere l’esistenza o anche solo l’interesse di una realtà esterna alla mente che indaga e descrive la propria esperienza.

La notizia è stata triste e scioccante insieme: Mario Monicelli, a novantacinque anni, si è suicidato gettandosi dalla finestra della stanza della clinica in cui era ricoverato. I parenti e i sanitari hanno testimoniato quanto egli fosse ormai provato dalla malattia (un carcinoma alla prostata) e dalla mancanza di speranza, data anche l’età così avanzata.
Il gesto di Monicelli è analogo a quello compiuto nel 2002 da Franco Lucentini, eccellente scrittore la cui fama è legata soprattutto ad una serie di pubblicazioni in collaborazione con Carlo Fruttero.

Lo ammetto, la retorica sulla non-violenza mi infastidisce. Innanzitutto perché la dicotomia concettuale violenza / non violenza non mi è affatto chiara. Mi chiedo, sarà poi vero che i testimoni della “non violenza” sono effettivamente non violenti,? In che senso? Ad esempio, sono contro la violenza e il massacro su scala industriale degli animali da allevamento? Sono contro la loro sevizia nei laboratori di mezzo mondo? Sono tutti vegetariani o vegani? Sarebbe bello, ma non mi risulta.

Quindi, la maggior parte dei “testimoni della non violenza” sono contro la violenza verso gli umani, ma tutto sommato, ne deduco, non verso tutti gli altri animali.

Il resoconto del Convegno:
DEMOCRAZIA, DIRITTI UMANI, LIBERTA’ RELIGIOSA
rapporti con il pensiero laico, il cattolicesimo e le altre confessioni religiose
Relatori:
Tullio Monti (Coordinatore della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni)
Massimo L. Salvadori (storico, professore emerito dell’Università di Torino), Carlo Augusto Viano (filosofo, professore emerito dell’Università di Torino),Gianluca Polverari (esperto di diritti umani, giornalista) Vincenzo Ferrone (docente di storia moderna all’ Università di Torino) Vito Mancuso
(teologo cattolico, docente di teologia all’Università San Raffaele di Milano), Daniele Garrone (teologo valdese, decano della Facoltà Valdese di Teologia di Roma), Younis Tawfik (Presidente del Centro Italo-Arabo Dar al Hikma di Torino) Paolo Sacchi (rappresentante di Stella del Mattino - Comunità Buddista Zen in Italia) Tullio Levi (presidente della Comunità Ebraica di Torino)