Torino, 27 ottobre 2008 – ore 21
L’Istituto di Fisica, nonostante l’ora, pullula di studenti. Sono ragazzi e ragazze dai diciotto ai venticinque anni, provenienti da questa e da altre facoltà, vivaci e motivati, accomunati dalla preoccupazione per il futuro dei loro studi e della ricerca.
Mi spiegano che da oltre una settimana stanno presidiando a turno la facoltà, per protesta contro la legge 133/08: a gruppi mangiano e dormono in questi locali, organizzano dibattiti e visite guidate ai laboratori. Una protesta dignitosa e pacifica, con cui sperano di ottenere l’interesse dei media, la simpatia e la solidarietà dalla gente.
In questo contesto, FISICA A PORTE APERTE è una delle iniziative che vede coinvolti docenti e studenti in conferenze su vari temi, scientifici e culturali.

Stefania Marello del circolo di Torino ha vinto il secondo premio, ecco le sue composizioni:

A CHARLES DARWIN

Fu luce il tuo pensiero prepotente.
L’oscura trama ne fu illuminata,
vacillò l’antico mito della Storia
si sbriciolò il granito del creatore.
Da allora cambiò il secolo, il millennio,
ma ancora è ardua l’umiltà per accettare
l’origine comune e il fine ancora incerto
e in mezzo l’assenza degli dei.

La variabile Dio. In cosa credono gli scienziati?

Domenica 28 settembre 2008 nel cortile di Palazzo Carignano si è svolto un dibattito, nell’ambito delle manifestazioni di Torino Spiritualità, tra Riccardo Chiaberge (autore del libro uscito di recente La variabile Dio), Alberto Melloni (accademico di storia religiosa, studioso di storia del cristianesimo e delle chiese) Ugo Volli (professore di Semiotica del testo e Sociosemiotica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Torino) e Piergiorgio Odifreddi (matematico presso l’Università di Torino e presidente onorario dell’UAAR).
Il pubblico era così numeroso (come sempre succede, dobbiamo dire, quando c’è la partecipazione di Odifreddi) da colmare i 600 posti disponibili e affollare anche l’atrio e l’ingresso, dove erano stati sistemati gli altoparlanti.
La questione posta era “In che cosa credono gli scienziati?”.
Luciano Genta conduceva e moderava il dibattito.

Torino 10/11/2008

Dopo due giorni intensi, stimolanti e proficui eccoci qui a trarre le prime valutazioni di questo incontro dei Circoli caratterizzato da una folta presenza di giovani, il che fa ben sperare per il futuro dell'associazione.
Gli argomenti in discussione sono stati oggetto di approfondito confronto fra le varie esperienze dei singoli circoli e dalla discussione si possono sintetizzare i seguenti punti:
› Campagne ed eventi
La giornata dello sbattezzo ha avuto un successo insperato: 1500 neo sbattezzati su scala nazionale; dal confronto con le esperienze dei vari circoli si evince che nell'organizzare l'evento del 2009 si dovrà prevedere una proposta articolata su una scala temporale più ampia, partendo con banchetti (o altre iniziative) già a settembre.
› L'eterno problema: i soldi
Per stimolare l'autofinanziamento l'UAAR ha prodotto vari gadget promozionali quali magliette, borse, spille, ecc.; i responsabili di questo settore hanno invitato i circoli a stimolare la creatività dei soci a proporre nuove idee e soprattutto ad indicare, se a conoscenza, eventuali produttori per avere una più ampia scelta e strappare condizioni commerciali più favorevoli.

Mercoledì 4 giugno 2008 alle 21, presso il Circolo dei Lettori di Torino, ad un pubblico come sempre numeroso ed entusiasta, Piergiorgio Odifreddi (matematico, scrittore e ateo militante) e Sergio Valzania (direttore di Radio3 e cattolico praticante) hanno raccontato, ciascuno dal proprio punto di vista, il loro pellegrinaggio da Roncisvalle a Santiago de Compostela.
Lungo questo ‘cammino’ di circa 800 chilometri, che pellegrini di tutto il mondo percorrono in ogni periodo dell’anno, i nostri due amici hanno viaggiato (rigorosamente a piedi) dal 24 aprile al 26 maggio.
E' stato piacevole e molto divertente vederli insieme e ascoltare i loro ricordi e le loro esperienze di pellegrini: un ottimo esempio di amicizia, resistente alle divergenze ideologiche.
Odifreddi ha sfoderato la solita serenità e fine ironia, che sono, secondo me, le sue doti migliori.
Ma anche Valzania è piaciuto al pubblico del Circolo dei Lettori. Sereno e ironico anche lui, privo dell’intransigenza che a volte caratterizza i cattolici, descriveva con divertita indulgenza gli ‘eccessi’ razionali e anticonformisti del suo compagno di viaggio.
Gli argomenti non sono stati affrontati da un punto di vista rigorosamente filosofico-teologico; è stata piuttosto una chiacchierata amichevole, una rievocazione di aneddoti, una descrizione di luoghi, organizzazione, persone incontrate.
Una ulteriore conferma che una convivenza laica è possibile perché al di là di ogni convinzione ideologica o religiosa, gli esseri umani, quando sono liberi da imposizioni e condizionamenti, provano piacere per le stesse cose: conoscere, mettersi alla prova, confrontarsi, dialogare e… ridere insieme.

Stefania Marello